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Tor Vergata: innovazione e nuove imprese nel Lazio

Roma, 26 aprile 2006 – “Mio signore, ci stanno attaccando, urge la sua presenza”. Non stiamo guardando alla televisione un film ambientato nel Medio Evo. Stiamo rispondendo al cellulare, mentre facciamo la spesa al supermercato. E in linea c’è un fidato luogotenente che ci avverte che il nostro castello sta per essere invaso dai nemici. Ma non in Scozia. Nella realtà virtuale.
È il nuovo modo di intendere i videogiochi messo a punto da Giuliano Pistolesi, 37 anni, ex ricercatore CNR, ENEA e ISTAT, che ha creato ‘Pervasive Entertainment Srl’, un’impresa che intende coniugare le caratteristiche tipiche dei giochi on-line con quelle dei cosiddetti ‘dispositivi mobili’ (in pratica Playstation e altre consolle). “Il ‘pervasivo’ si innesta nel Massive Multiplayer – spiega Pistolesi. Tutto ciò si discosta dalla realtà virtuale, alla quale siamo abituati, perché porta il gioco anche nel mondo reale. È la proattività del sistema ad essere innovativa”. Proprio questa forte carica ‘rivoluzionaria’ ha portato il giovane informatico ad essere fra i vincitori della selezione di E2B Lab, l’Incubatore d’Impresa della Facoltà di Economia (Università Tor Vergata) dedicato alla promozione e all’assistenza tecnica alla creazione d’impresa.

“I videogiochi soddisfano il bisogno di evasione in modo più interattivo e coinvolgente rispetto ad un film – continua Pistolesi. Inoltre propongono sfide intellettive e sociali. Ma ogni volta che ci si disconnette dal computer si perde il contatto con quello che continua ad accadere ‘dietro lo schermo’. Se quindi io che nel videogioco sono un re mi allontano da casa tre-quattro ore (o anche molto meno), rischio che nel mondo fittizio accadano enormi sconvolgimenti, senza poter far nulla. Per questo ho immaginato un modo di giocare ubiquo e pervasivo, che mi consente di utilizzare numerosi strumenti per connettermi, dal pc, al telefonino, alla tv interattiva, 24 ore al giorno, dovunque. Così se c’è una crisi la posso ‘gestire’ anche mentre faccio la spesa, incontrando persone reali che magari sono personaggi del mio universo virtuale: amici, amanti, ma anche mostri spaventosi”. Con questa tecnologia, inoltre, è possibile creare degli eventi – convention tra giocatori ad esempio – dove quello che succede ha riverbero nella competizione virtuale e viceversa. “Adesso aspetto un po’ di finanziamenti – sorride il neo-imprenditore – anche perché il livello di gioco base (l’entry level) sarà gratuito, con una successiva personalizzazione dei costi legati al prodotto, come i micropagamenti via e-commerce”.

Molta informatica ma non solo fra le dieci business idea (idee imprenditoriali innovative in campo tecnologico, con futura sede necessariamente nel Lazio) che si sono tramutate in altrettante imprese grazie alla Facoltà di Economia, e che adesso iniziano il proprio percorso nel mercato sfruttando le consulenze gestionali, tecnologiche e fiscali messe a loro disposizione dal secondo ateneo di Roma.

C’è anche ‘Scene Di Luce’, di Livia Cannella, architetto romano che si occupa da anni di eventi basati su proiezioni scenografiche nel campo dell’allestimento teatrale e urbano. La sua nuova impresa progetterà e realizzerà servizi legati alla comunicazione visiva e alla valorizzazione e fruizione di beni culturali, culminanti nella realizzazione di avvenimenti con allestimenti scenografici: lo spazio come luogo di rappresentazione.

Informatica al servizio della vita di tutti i giorni invece per Entropia Soluzioni e Rintracciabilità, che ha come obiettivo quello di offrire nuove architetture per rendere la tecnologia RFID (Radio Frequency Identification, quella del Telepass per capirci) alla portata delle micro imprese e degli studi professionali. “Un ‘passo avanti’ nella funzionalità rispetto al codice a barre – argomenta Claudio De Rubeis, uno dei partner – con la possibilità di tracciare in modo automatizzato beni, documenti, fasi di lavorazione”. Carlo Di Pasquale, altro ‘padre’ della tecnologia, elenca i vantaggi del sistema, che consente di “leggere le etichette a distanza (anche se nascoste), in maniera simultanea (fino a mille contemporaneamente), con l’enorme sicurezza data dal fatto che sono realizzate in silicio, e quindi non clonabili”. Inoltre si tratterà di veri e propri chip, con antenna e memoria aggiornabile, non soggetti a deperimento.

E c’è ancora spazio per i futuri imprenditori o per chi ha un sogno nel cassetto: chiunque abbia una idea d’impresa valida (da realizzare nel Lazio) può partecipare al nuovo bando indetto da E2B Lab (aperto fino giugno 2006) e disponibile sul sito www.e2blab.it. Per chi ha invece disponibilità finanziarie da investire, l’incubatore universitario ha creato poi la “Banca delle Idee”, il punto di incontro fra domanda e offerta di business idea, un network che consente alle Idee valutate positivamente da Tor Vergata, ma non rientrate nel ‘panel’ dei dieci vincitori, di entrare in contatto con il mercato industriale e finanziario.

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