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Torna il «Colosseo mediatico»

Stasera torna Celentano. Come è accaduto per ognuna delle sue ultime apparizioni televisive anche quello che prenderà il via oggi si annuncia come un evento mediatico. E gli ascolti saranno probabilmente molto alti. Si avrà ancora il “colosseo mediatico” e lo scenario politico del 2001, quando Celentano andò in video con la sua “125 milioni di cazzate…”? domani potremo dirlo con più precisione, fornendovi i dati del Centro d’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva, che si occupa fin dal 1981 di curare il monitoraggio, la registrazione, l’archiviazione, la rilevazione dei tempi e dell’analisi dell’intera programmazione televisiva delle reti nazionali.

Partendo però dai dati che il Centro d’Ascolto ci fornisce sull’ultima perfomance di Celentano del 2001, si possono comunque già fare alcune considerazioni. Nel 2001 “125 milioni di cazzate…” esordì il 26 aprile. Di lì a pochi giorni si sarebbero tenute le elezioni politiche. Un momento molto delicato dunque per l’informazione. Marco Pannella definì il programma “violentemente politico ed elettorale”. Emma Bonino, in quei giorni impegnata in uno sciopero della sete, dichiarava che “proprio sulle questioni banalizzate da Celentano [si] stenta a suscitare un dibattito politico serio – per i lacci della par condicio e per la determinazione di entrambi i Poli a evitare temi e problemi che possano mettere in imbarazzo il Vaticano”. E i temi e i problemi erano: la discussione sull’eutanasia, sui cibi geneticamente modificati, e soprattutto la discussione sulla libertà di ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali. Tutte le forze politiche, cui si associarono praticamente tutti gli organi di informazione, convergevano sul fatto che di qeusti temi non si dovesse parlare, perché non riguardavano direttamente la politica e i media. Dunque furono praticamente negati spazi di comunicazione in cui esprimere l’impegno cui in quei giorni e da quei giorni, su questi temi, dava e dà corpo Luca Coscioni. Ma niente. Il programma di Celentano servì per rappresentare tutto ciò che veniva e viene anche oggi dal mondo clericale e reazionario. “Come nel medioevo -affermava Pannella in un’intervista a Stream Tv del 3 maggio 2001 – non si può mangiare, non si può respirare, non si può fare nulla perché in ogni cosa si nasconde il demonio”. Ed ecco i numeri della scorsa edizione della trasmissione di Adriano Celentano. Nella prima serata del 26 aprile si registrò un Ascolto medio di 9,93 milioni di telespettatori. Nel corso della puntata ci sono le famose dichiarazioni sui trapianti d’organi, cui l’informazione ufficiale riserva largo spazio. Ma si discute anche di Ogm, e di ricerca scientifica, ma la stampa non lo nota. Nelle puntate successive (il programma chiude i battenti il 17 maggio, quindi dopo le elezioni), L’ascolto si assesta intorno agli 8 milioni. In una delle puntate si discute anche di pena di morte. Di seguito riportiamo i dati del centro d’ascolto unitamente ad alcuni documenti testuali e audiovideo d’archivio. (m.l.)

I dati del Centro d’Ascolto Marco Pannella sullo show di Adriano Celentano Emma Bonino: quella di Celentano è stata un’irruzione premeditata nella campagna elettorale Comunicato della Rai sulle «proteste radicali» Pannella: vertici Rai nemici della costituzione e diritti Pannella: aboliamo il Concordato Intervista a Marco Pannella su la Repubblica Marco Pannella a Radio Radicale su Celentano

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