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Tra il commissario e la Garavaglia un futuro incerto in Campidoglio

Spera, Rc:«Meglio Mosca di Serra». Iervolino, Radicali:«Ci vuole subito chiarezza». Epolis pag.21.

 

Mentre sul fronte nazionale si cerca una soluzione per fare uscire il Paese dallo stallo politico, a Roma ci si interroga sul futuro della città. Perchè se il sindaco Veltroni dovesse essere il candidato premier del centrosinistra, lascerebbe anticipatamente la poltrona del Campidoglio. E sugli scenari possibili, si è aperto il dibattito. «Un anno di commissariamento per Roma sarebbe una iattura»: ne è convinto il capogruppo in Campidoglio del Pd Pino Battaglia che dipinge un futuro, teorico in attesa di capire quali saranno gli esiti della crisi di governo, con elezioni anticipate con  alter Veltroni candidato premier. La ricaduta per Roma, in questo caso, sarebbero le dimissioni del sindaco, per permettergli di candidarsi in Parlamento, essendo altrimenti ineleggibile, e l’avvio del commissariamento. «Se proprio – ha spiegato Battaglia – si deve arrivare a elezioni politiche anticipate per la città sarebbe meglio andare a votare in concomitanza con le provinciali di Roma della prossima primavera». In questo caso, le dimissioni del sindaco, secondo quanto stabilito dalla legge, dovrebbero arrivare entro il 24 febbraio: dopo questa data, al voto si andrebbe nella successiva tornata di amministrative, cioè nella primavera del 2009. «La cosa migliore per tutti – ha detto Battaglia – sarebbero elezioni politiche e elezioni per il Campidoglio nella primavera del 2009 ».Tra le ipotesi al vaglio dell’opposizione, c’è anche quella di affidare l’ipotetico anno di commissariamento alla vicesindaco, Mariapia Garavaglia. Tesi sostenuta da Francesco Giro, coordinatore laziale di FI. «Commissariale il Comune sarebbe il giusto epilogo di un’esperienza di governo fallimentare». Sul nome del nuovo commissario «non abbiamo preferenze riteniamo però che si possa scongiurare questa altra figuraccia alla città, favorendo la decadenza del sindaco  Veltroni e il subentro dell’attuale vicesindaco Mariapia Garavaglia». Per Giro «Veltroni è stato un pessimo sindaco di Roma e sostituirlo con un commissario è la più chiara dimostrazione che non ha avuto il coraggio e il senso di responsabilità di scegliere e di difendere la sua città fino alla scadenza naturale del suo mandato». A favore di un commissariamento è anche la capogruppo di Rifondazione Comunista Adriana Spera, che però ha indicato un nome preciso: «Nel caso debba essere nominato un commissario Rifondazione auspicherebbe sia nominato l’attuale Prefetto di Roma Carlo Mosca e non, come si vocifera, l’ex Prefetto Serra». A chiedere «chiarezza sul suo futuro» al sindaco ci sono anche i radicali con Massimiliano Iervolino. «I problemi della città possono essere risolti solo con una maggioranza politica, il probabile commissariamento della capitale per oltre un anno comporterebbe l’aggravarsi di una situazione già molto critica », ha dichiarato il segretario dell’associazione Radicali Roma. «Sarebbe utile, a breve, convocare un vertice di maggioranza con i segretari dei partiti – ha aggiunto Iervolino – per discutere sul da farsi. Voglio sottolineare come vada assolutamente scongiurato un commissariamento lungo, quindi, o si va al voto già nella prossima primavera, o si decide di dare pieni poteri al vice sindaco e alla giunta». M.R.

Tra il commissario e la Garavaglia un futuro incerto in Campidoglio
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