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Un antidoto laico per il partito democratico

La Rosa nel Pugno tutta può e deve partecipare al dibattito sul Partito Democratico: ”tutta2 perchè sarebbe un errore tentare di discutere con i socialisti “buoni” chiudendo la porta ai radicali ”cattivi”. La Rosa nel Pugno è un interlocutore perchè nel suo Dna storico c’è esattamente la sponda che il Partito Democratico vuole raggiungere: quella liberalsocialista. C’è infatti la tradizione rappresentata dagli eredi del Psi e del Psdi, che va da Rosselli a Giustizia e Libertà, dal Partito dAzione fino al nuovo corso Lib-lab (liberalsocialista di Craxi). C’è la tradizione della sinistra liberale rappresentata da Pannella che va da Gobetti a Salvemini, da Ernesto Rossi sino, ancora, al Partito d’Azione, dove i socialisti come Lombardi o De Martino stavano insieme ai liberaldemocratici come La Malfa. La Rosa nel Pugno è un antidoto alla prospettiva che il Partito Democratico possa essere avvertito dall’opinione pubblica semplicemente come l’accorpamento verticistico di due nomenclature: quella post comunista e quella post democristiana. Soprattutto, la Rosa nel Pugno aiuta a porre al Partito Democratico una questione che non può essere elusa: quella della laicità. Non esiste infatti al mondo nessun partito socialdemocratico, liberaldemocratico, o semplicemente progressista, nessuna sinistra moderna che non abbia compiuto a monte, magari da un secolo, la scelta laica. Ciò non ha mai significato che i cattolici o i cristiani protestanti debbano sentirsi estranei. Al contrario, il partito socialista francese e anche il partito del cattolico Delors. Il Labour Party britannico è il partito del protestante Blair. La Spd tedesca ha considerato per decenni un suo leader il cattolico Hans Vogel (sindaco di Monaco, ministro della giustizia, capogruppo al Parlamento). Il partito socialista portoghese si è sempre riconosciuto nel cattolico Antonio Guterrez, che è poi diventato addirittura il Presidente dell’Internazionale Socialista. Non c’è incompatibilita del futuro Partito Democratico e della Rosa nel Pugno con i cattolici, ma c’è certamente con le impostazioni fondamentaliste dei “teocon”. C’è certamente con la continua intromissione nella politica italiana dei vescovi, i quali vorrebbero in Italia uno “Stato etico”, uno Stato cioè non neutrale rispetto alle scelte individuali, morali, di costume e religiose, dei suoi cittadini. La laicità non è una vecchia questione dell800, come qualcuno cerca di sostenere per sfuggire alle scelte politiche. AI contrario, è diventata proprio recentemente forse la più scottante questione del mondo moderno. Riguarda la pace, perchè soltanto la laicità puo impedire che lo scontro tra gli opposti fondamentalismi (islamico, ma non solo: basti pensare ai predicatori evangelici americani e agli ebrei ultraortodossi) porti alle “guerre di civiltà”. Riguarda la ordinata convivenza nelle nostre metropoli, che sono sempre più multietniche, multireligiose e multiculturali, così da richiedere il massimo di reciproca tolleranza e di distaccata equidistanza, ovvero di laicità, da parte delle autorità pubbliche (nazionali e locali). Riguarda il progresso economico, perchè esso si basa prevalentemente sulla scienza, non c’è scienza senza libertà di ricerca e non c’è liberta di ricerca senza laicità, oggi come ai tempi di Galileo. La laicità riguarda il progresso economico anche per una ragione più sofisticata. Perchè infatti Barcellona o Amsterdam, Londra o New York, come la Parigi “Ville Lumiere” della belle epoque attraggono talenti e giovani da tutto il mondo, acquistando così in grande quantità quel decisivo contributo per lo sviluppo che è l’intelligenza creativa? Anche perche l’intelligenza creativa è tipica degli spiriti indipendenti; vive di libertà ed è pertanto attratta da città dove lo Stato etico è distante mille miglia, dove laicità e tolleranza consentono a ciascun individuo (certo nel rispetto degli altri) di vivere secondo il proprio stile, il proprio costume e la propria morale. Il Partito Democratico deve essere innanzi tutto il partito della modernizzazione dell’Italia, della sua sprovincializzazione anche sul piano del costume. La Rosa nel Pugno, se sopravviverà, come spero, alle attuali tensioni interne, se eviteàa le estremizzazioni polemiche (che qualche volta non mancano), potrà dare in questo senso un contributo. Sui temi fondamentali della politica estera, interna, economica, non porterà elementi di divisione. Se sarà ascoltata e se il dialogo avrà con il tempo sbocchi positivi, portera un di più che oggi manca al Partito Democratico e che è tuttavia indispensabile. La Rosa nel Pugno porterà l’attenzione a ciò che essa innanzi tutto è: il partito della laicità, dei giovani, della libertà della scienza e delle libertà individuali

Un antidoto laico per il partito democratico
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