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Un cattolico praticante su due: in quel caso è giusta l'eutanasia

«Gli italiani sono a favore dell’eutanasia, almeno per quello che riguarda il caso di Piergiorgio Welby». Non basta: «Anche tra i cattolici praticanti prevale l’opinione di chi pensa che debba essere consentito di staccare la spina del macchinario che lo tiene in vita». Sono le conclusioni di un sondaggio effettuato dall’Istituto Ipr Marketing, diretto da Antonio Noto, per conto di Repubblica.it. su un campione di 1.000 cittadini, disaggregati per età, sesso e residenza, interpellati telefonicamente. Il 64 per cento degli intervistati pensa che la richiesta di Piergiorgio Welby di mettere fine alle proprie sofferenze staccando le macchine che lo tengono in vita, debba essere accettata. Soltanto il 20 per cento del campione ritiene che i medici dovrebbero rifiutare questo atto di sostanziale adesione all’eutanasia. Il sondaggio si è spinto in profondità, mettendo in correlazione le risposte con il credo religioso del campione. Così si scopre che la maggioranza assoluta di chi si professa cattolico praticante (50 per cento), aderisce alla richiesta di Welby, mentre il 28 per cento crede che dovrebbe ancora rimanere in vita. La percentuale dei favorevoli all’eutanasia cresce ulteriormente tra coloro che si professano cattolici ma non praticanti; tra questi, infatti, i favorevoli arrivano al 71 per cento. Molto alta anche l’adesione di chi professa altre religioni (68%), mentre tra i non credenti la quota di chi sostiene che bisognerebbe staccare la spina tocca il 95 per cento.

 

 

 

Un cattolico praticante su due: in quel caso è giusta l'eutanasia
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