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Villaggi solidarietà, che ne sarà?

Scappano lontano, ma non troppo: il più delle volte “migrano” verso la costa, spesso invece si spostano solo da un quartiere all’altro. Accade a Roma come in tutta Italia: rom e romeni fuggono a Torvaianica come a Santa Cornelia.

L’ALLARME – Capita, ad esempio, dopo l´abbattimento delle baracche di Tor di Quinto, sfondo dell´assassinio di Giovanna Reggiani, la 47enne seviziata e buttata poi in un fosso, presumibilmente da un romeno di 24 anni. Qui i controlli sono a tappeto come pure nei campi di Ponte Mammolo (in via Benigni), di via Newton alla Magliana, della Cecchignola, di Tor Cervara, il Casilino 900 e altri.

CONTROLLI – Quasi tutte le 382 persone identificate in 12 differenti insediamenti avevano i documenti in regola. In attesa che la stretta si allenti, rom e romeni si allontanano dalla paura di dover tornare da dove sono partiti. Qualcuno ha trovato riparo nell´insediamento autorizzato di Tor de´ Cenci, nel villaggio della solidarietà di Castel Romano, ormai zeppi all´inverosimile. Altri invece lasciano la Capitale e raggiungono amici e parenti in città “meno calde” come Bologna.

CAMPI ROMANI – A Roma ci sono trenta insediamenti riconosciuti che ospitano rom e sinti (gli uomini dello spettacolo viaggiante), e una quarantina di campi spontanei alcuni dei quali nascono e spariscono nel giro di qualche mese. E’ da questi ultimi che in realtà parte soprattutto l’esodo verso altri siti italiani: in Romania non vuol tornare nessuno.

VILLAGGI DELLA SOLIDARIETA’ – La già calda questione dei cosiddetti villaggi della solidarietà si fa ora da calda a bollente. Le prime grida di battaglia arrivano da An: “La politica del Campidoglio ha fallito su tutta la linea – dichiarano osservano – il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio di An Bruno Prestagiovanni, e il consigliere provinciale di An Andrea Simonelli – la petizione popolare con migliaia di firme raccolte prima dell’estate per denunciare lo stato delle cose a Prima Porta non ha fino ad oggi avuto ancora una risposta adeguata, sebbene un primo risultato l’incontro della delegazione di An col Prefetto la scorsa settimana lo abbia provocato, pecche sembrerebbe tramontare l’ipotesi di creare i cosiddetti villaggi della solidarietà per i Rom”.
Già lo scorso settembre il prefetto di Roma Carlo Mosca si era espresso sui villaggi della solidarietà: “Ne sto valutando la fattibilità e l’incidenza che avranno sulla vita dei cittadini romani”, aveva dichiarato per poi aggiungere: “E’ un argomento del quale mi voglio rendere conto personalmente e del quale voglio studiare ogni dettaglio. Sono temi delicati e bisogna riflettere bene prima di agire”.

COSA SONO – Il Campidoglio ha individuato una quindicina di zone, ora al vaglio di una Commissione istituita dal Prefetto per stabilire le più adatte in base a criteri urbanistici e ambientali. I villaggi previsti sono quattro, tutti attrezzati; la commissione prefettizia ha già visionato decine di aree sia a nord sia a sud della città.

Villaggi solidarietà, che ne sarà?
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